Giovani

Nel vasto carnet di proposte educative, ci sembra doveroso individuare degli spazi ampi, delle piazze tematiche, che possano intercettare la vita dei giovani e dire la nostra volontà di metterci in strada accanto a loro.

 

IL TEMPO

Considerare il tempo come “luogo abitato da Dio”. Educare al Kairos significa educare alla vita di fede, all’incontro con il Signore Risorto e vivo. Nella Comunità tutto deve orientare all’incontro con Cristo, il Vivente: ogni scelta pastorale, specialmente quelle in favore dei Giovani, deve avere una dimensione relazionale tra i fratelli e con Dio.

Non vanno tralasciate, ma, anzi, intensificate, esperienze di preghiera e di incontro con il Signore secondo modalità adatte ai giovani che, considerando le loro tappe di maturazione, prevedano un cammino fatto di gradualità e piccoli passi.
LA COMPAGNIA

In questa dimensione umana del vivere, che ricorda come l’uomo non sia fatto per stare solo, la Chiesa chiede di potersi umilmente rendere presente attraverso la sua compagnia, perché essa stessa riconosce di essere una compagnia di fratelli e sorelle ed è consapevole che si cresce nella relazione intima con il Signore se solo se ci si lascia guidare dalla compagnia della Chiesa.

Lungo i secoli, la Chiesa ha mostrato il volto di questo suo essere “compagnia” attraverso la pratica dell’Accompagnamento spirituale.

LA MEMORIA

Fare memoria è esercizio per accogliere il passato e verificarlo.

Ritrovando se stesso, ogni giovane è invitato a ritrovare il proprio passato e a riconciliarsi con esso. L’età dell’adolescenza è un tempo di forte conflitto e, spesso, di rifiuto dei modelli del passato. Tuttavia, si sa che è impossibile costruire un uomo maturo senza le proprie radici. Aiutare il giovane che esce dall’adolescenza a fare memoria di ciò che è stato e di ciò che è, diventa un contributo fondamentale che possiamo dare alla sua maturazione e presupposto per qualsiasi discorso di fede.

La Chiesa, come Madre e Maestra, ha sempre fatto tesoro del suo passato (anche se talvolta con alcuni archeologismi poco illuminati…) e lo ha fatto perché riconosce di essere custode di una “Verità”, quella del Vangelo che, nei suoi oltre duemila anni di vita, è per tutti, ancora oggi, promessa di futuro, giovinezza e bellezza. Conservare il cuore della Tradizione, però con la necessaria flessibilità e disponibilità al cambiamento, è compito di una Famiglia che intende guardare al futuro con serenità.

LA PROFEZIA

In mezzo ai tanti profeti di sventura, che annunciano la fine di ogni cosa, anche della fede, noi dobbiamo sforzarci di testimoniare che questo è un tempo favorevole, un tempo che, pur portando i segni di una crisi sia umana che spirituale, ha in sé la potenzialità di far nascere nuovi profeti. Sempre nella storia della Chiesa, dove c’è stata una crisi, è scaturita anche la novità. Dove c’è stata la croce, è scaturita la risurrezione.

Avere fiducia nei giovani, senza mai perdersi di coraggio, è avere ancora fiducia nella forza dello Spirito che già abita il futuro.

Consapevoli che la profezia appartiene in modo del tutto particolare ai giovani, spetta a noi il compito di formarli ad esercitare questo dono con saggezza, perché il loro tesoro non vada sprecato o disprezzato e di educarli all’amore verso la Chiesa Madre e Maestra.

 

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