Partono i cammini giovanili

Vi ho trasmesso quello che anch’io ho ricevuto

Custodi di perle preziose

Si riparte? Potrebbe essere questa la domanda che si pone, ormai quasi alla fine di novembre, chi desidera vedere una celebrazione che da inizio al percorso giovanile in Parrocchia.
Perché? Quando mai ci siamo fermati? Potrebbe essere la domanda di chi invece è inserito dentro le attività giovanili e sa che, effettivamente, non c’è mai un tempo che finisce e uno che inizia perché tutto l’anno è un tempo per camminare.

Sì, ripartiamo per raggiungere un’altra tappa di quel cammino giovanile che mai si ferma. I giovani non hanno bisogno di stare in divano a guardare uno spettacolo che incomincia ma di mettersi in strada, di camminare sempre per non avvicinare il tempo della pensione. L’estate che abbiamo vissuta è stata intensa. Tanti giovani della nostra Unità Pastorale hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Tanti Giovani si sono sentiti rivolgere dal Papa queste parole: ” Cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Proprio qui c’è una grande paralisi, quando cominciamo a pensare che felicità è sinonimo di comodità, che essere felice è camminare nella vita addormentato o narcotizzato, che l’unico modo di essere felice è stare come intontito. Amici, Gesù è il Signore del rischio, è il Signore del sempre “oltre”. Gesù non è il Signore del confort, della sicurezza e della comodità. Per seguire Gesù, bisogna avere una dose di coraggio, bisogna decidersi a cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia, quella gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che lascia nel tuo cuore ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia. Andare per le strade seguendo la “pazzia” del nostro Dio che che ci invita ad essere attori politici, persone che pensano, animatori sociali. Che ci stimola a pensare un’economia più solidale di questa. In tutti gli ambiti in cui vi trovate, l’amore di Dio ci invita a portare la Buona Notizia, facendo della propria vita un dono a Lui e agli altri. E questo significa essere coraggiosi, questo significa essere liberi!” (Discorso durante la Veglia).

Ripartiamo! Ma per andare è necessario sapere da dove si parte. Così quest’anno lo impiegheremo per affondare lo sguardo sulle nostre radici umane, civili ed ecclesiali consapevoli, come ha ricordato sempre il Papa alla GMG che se si vuole essere coraggiosi e liberi la “prima condizione è avere memoria. Chiedermi da dove vengo: memoria della mia gente, memoria della mia famiglia, memoria di tutta la mia storia. Memoria di un cammino compiuto, memoria di quello che ho ricevuto dagli adulti. Un giovane senza memoria non può essere speranza per il futuro!” (Discorso ai Volontari).

Ripartiamo! Consapevoli di aver ricevuto “delle perle preziose” da gustare e custodire e farle risplendere per poi consegnarle ad altri… questa è la bellezza della fede, questa è la bellezza dei giovani che cercano Dio sapendo di custodirne la memoria che già è dentro di sé.